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Agevolazioni e Link utili

Linee Guida Agenzia delle Entrate Acquisto prima Casa

Linee Guida Agenzia delle Entrate Ristrutturazioni Edilizie 

Linee Guida Agenzia delle Entrate Riqualificazione Energetica

 

Ristrutturazioni Edilizie Quanto recuperi
E' una detrazione, quindi recuperi dal 50% fino al 65% delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica entro un limite di spesa a immobile.
Le detrazioni vengono ripartite in 10 quote annue di pari importo.
La proroga del bonus ristrutturazioni è una delle misure contenute nel testo ufficiale di Legge di Bilancio 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018.
Anche per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.
A partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall'art. 16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Con il decreto legge n. 83/2012 è stato, per la prima volta, portato al 50% il bonus ristrutturazioni e a 96.000 euro il tetto di spesa agevolata, seguito da numerose proroghe, ad ultimo quella prevista dalla Legge di Bilancio 2018.
Vediamo di seguito quali sono i lavori per cui spetta il bonus ristrutturazioni nel 2018 e quali gli altri bonus per lavori in casa prorogati con la Legge di Bilancio.

Bonus ristrutturazioni 2018: per quali lavori spetta

L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione dall’Irpef del 50% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2018.

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

È prevista, inoltre, una detrazione Irpef, entro l’importo massimo di 96.000 euro, anche per chi acquista fabbricati a uso abitativo ristrutturati.
In particolare, la detrazione spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile.
Indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, l’acquirente o l’assegnatario dell’immobile deve comunque calcolare la detrazione su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione dell’abitazione (comprensivo di Iva). Anche questa detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.


In base a quanto già previsto nella guida dell'Agenzia delle Entrate, il bonus ristrutturazioni 2018 spetta per:


• lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell'articolo 3 del Dpr 380/2001);

• interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze (interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001)

Alcuni esempi di lavori di manutenzione ordinaria per cui è riconosciuto il bonus ristrutturazioni sono i seguenti

 

• installazione di ascensori e scale di sicurezza

• realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
• sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
• rifacimento di scale e rampe
• interventi finalizzati al risparmio energetico
• recinzione dell'area privata
• costruzione di scale interne

Per ulteriori dettagli i lettori possono consultare la guida dell'Agenzia delle Entrate. Si attendono a tal proposito ulteriori aggiornamenti dopo l'ufficialità della proroga al 2018.

Bonus casa 2018: detrazione fiscale ristrutturazioni e non solo. Ecco tutte le novità

Quali sono le ulteriori agevolazioni fiscali per la casa attualmente confermate e oggetto di proroga nella Legge di Bilancio 2018?

Anche per quanto riguarda l' Eco bonus al 65%, sono previste delle novità importanti: nella Legge di Bilancio 2018 è prevista l'applicazione dell'aliquota al 50% per la sostituzione di finestre e infissi e per l'installazione di caldaie.

Nelle ultime modifiche alla Legge di Bilancio viene inoltre confermato che anche per il 2018 sarà possibile beneficiare del bonus mobili, attualmente previsto fino al 31 dicembre 2017. La detrazione sarà pari al 50% della spesa sostenuta ed entro il limite di 10.000 euro.

Bonus mobili, proroga nella Legge di Bilancio 2018

Tra le novità sugli sconti fiscali per chi effettua lavori in casa vi è la proroga del bonus mobili fino al 31 dicembre 2018. L'agevolazione, in forse fino alla pubblicazione del testo definitivo della Legge di Bilancio 2018, trova ora conferma.

Ne potranno beneficiare i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e che acquistano mobili o grandi elettrodomestici di classe pari almeno alla A+.

La detrazione prevista è pari al 50% delle spese sostenute entro il limite di 10.000 euro. Dovrà essere richiesta in dichiarazione dei redditi e verrà ripartita in dieci rate di pari importo.
Attualmente, invece, non ci sono novità sul bonus mobili per le giovani coppie, scaduta e non in vigore nel 2018.

Come cambia l'Ecobonus a partire dal 1° gennaio 2018

Ecobonus 2018: quali sono le novità sulla detrazione fiscale per il risparmio energetico?

Con la Legge di Bilancio 2018 è stata resa ufficiale la proroga dello sconto fiscale per chi effettua lavori di riqualificazione energetica. Per le abitazioni private si potrà beneficiare della detrazione fino al 31 dicembre 2018 mentre per i condomini sarà in vigore fino al 2021.

L'ecobonus è una delle agevolazioni fiscali per chi effettua lavori in casa di maggior successo: il bonus consiste in una detrazione fiscale pari al 65% dell'importo delle spese sostenute.

Con la proroga, tuttavia, sono state introdotte alcune importanti novità in merito all'importo dello sconto per alcune tipologie di spese ammesse, stabilendo una differenziazione di aliquota. Alcune spese infatti beneficeranno dello sconto Irpef del 65% mentre per altre è prevista la riduzione al 50%.

Una novità che non è stata ben accettata da costruttori e aziende ma che, a scanso di novità dell'ultimo minuto, sarà una delle novità fiscali per i cittadini in vigore dal prossimo 1° gennaio 2018.

Di seguito la guida completa all'Ecobonus sui lavori per il risparmio energetico, con l’elenco delle spese detraibili e dei lavori per i quali è possibile richiedere il bonus Irpef in dichiarazione dei redditi.
 
Ecobonus 2018: la guida completa


• Ecobonus 2018 novità: cosa cambia
• Spese ammesse in detrazione
• Importo massimo detraibile
• Ecobonus condomini fino al 75% anche nel 2018
• Chi può richiedere l'Ecobonus
• Ecobonus solo per lavori su immobili già esistenti
• Come richiedere la detrazione fiscale Ecobonus 2018
• Documenti da conservare
• Modalità di pagamento

Tuttavia, le novità sono molte, perché la detrazione Irpef prevista dall'Ecobonus non sarà più pari al 65% per tutti i lavori effettuati ma passerà al 50% per:


• sostituzione e posa in opera di infissi;
• sostituzione e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con l'installazione di caldaie a condensazione e a biomassa;
• installazione schermature solari.

Sempre in tema di agevolazioni introdotte anche con l'obiettivo del rispetto dell'ambiente, a partire dal 1° gennaio 2018 entrerà in vigore il bonus verde, una detrazione fiscale del 36% e per un massimo di 5.000 euro di spesa per chi effettua lavori di manutenzione del verde in spazi privati.

IVA agevolata al 10%


Il comma 18 dell'art. 1 della Legge Finanziaria 2008 proroga sino al 31 dicembre 2010, nella misura e alle condizioni ivi previste, l'agevolazione tributaria in materia di recupero del patrimonio edilizio relativa alle prestazioni di cui all'art. 7, comma 1, lett. b) della Legge 23 dicembre 1999, n. 488. Tale agevolazione consiste nell'applicazione dell'aliquota IVA ridotta al 10% sulle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio elencati nell'art. 3 del Testo delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo), realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Si ricorda che ai sensi dell'art. 127-quaterdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972, l'aliquota agevolata al 10 per cento si applica ai contratti d'appalto relativi ad interventi di restauro e di ristrutturazione, a prescindere dalla tipologia degli edifici, e alle cessione di prodotti finiti destinati a questi interventi (art. 127-terdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972).

Aliquota Iva applicabile agli interventi di recupero edilizio

Restauri e ristrutturazioni di qualsiasi tipo di edificio
Aliquota IVA 10%

Manutenzione ordinaria e straordinaria su abitazioni
Aliquota IVA 10%

Manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici diversi da abitazioni
Aliquota IVA 20%

Cessione di beni con posa in opera
Aliquota IVA 20%

Tale agevolazione è riferita alle prestazioni di manodopera. Se la prestazione è riferita all'installazione di un bene significativo che può essere fatturato con l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta del 10% fino a concorrenza del valore della manodopera. Ciò significa che allorquando il valore residuale del bene eccede il valore della manodopera, la differenza di valore deve essere assoggettata all'aliquota IVA del 20 per cento.
Resta invece permanente l'Iva ridotta al 10% sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio.

Prestazioni agevolabili
La circolare delle finanze n. 71/E del 7 aprile 2000, chiarisce che l'Iva agevolata non può applicarsi: alle prestazioni professionali, anche se inerenti agli interventi di recupero edilizio (per esempio la fattura del direttore dei lavori); 
 
 
L'aliquota agevolata del 10% vale anche per l'acquisto di materiali e di altri beni necessari per i lavori, a condizione che:

- i materiali non vengano forniti da un soggetto diverso di quello che esegue i lavori. Quindi non si può acquistarli direttamente;
- i materiali non costituiscano "beni significativi" il cui costo superi il 50% del costo dell'intervento edile. In tal caso l'Iva agevolata si applica solo parzialmente.

I beni significativi sono:

1. ascensori e montacarichi;
2. infissi esterni ed interni;
3. caldaie;
4. videocitofoni;
5. apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria;
6. sanitari e rubinetterie da bagno;
7. impianti di sicurezza.

Fatturazione e beni significativi
L'esclusione dei beni significativi non sembra però granché importante, perché è assai raro che il costo di infissi, rubinetti, eccetera, superi la metà della fattura. Tuttavia vale la pena dare un esempio di un caso specifico in cui l'importo dei materiali può essere particolarmente elevato: quello della sostituzione di un ascensore in condominio. Ma lo stesso esempio potrebbe valere anche in altri casi, per esempio quello in cui si rimpiazza una vecchia caldaia con una nuova,senza eseguire lavori particolari.

Ecco il meccanismo di calcolo

1. Si sottrae dal totale della fattura, il valore dei beni significativi
2. Si sottrae dal valore dei beni significativi il risultato della sottrazione riportato sopra
3. Sul risultato finale si applica l'aliquota Iva del 20 %
4. Sul resto della fattura si applica l'aliquota Iva del 10%

Un esempio: (installazione di un ascensore in un condominio).

Fattura totale: 30 mila euro. Costo dell'ascensore e dei suoi componenti: 19 mila euro.

30 mila euro (totale fattura) – 19 mila euro (costo ascensore) = 11 mila euro

19 mila euro (costo ascensore) – 11 mila euro = 8 mila euro.

In base all'allegato III della Direttiva il regime agevolato subisce delle limitazioni. Sono infatti esclusi i materiali che costituiscono parte significativa del valore del servizio reso. L'aliquota ridotta si applicherà quindi fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione al netto del valore dei beni. In fattura il contribuente dovrà indicare il corrispettivo del servizio al netto del valore dei beni e, in modo distinto, la parte di valore dei beni per cui si può applicare l'aliquota ridotta, oltre alla parte che rimane eventualmente soggetta all'Iva al 22%.

Documenti da conservare
In caso di controllo, occorre poter esibire le ricevute di pagamento di ICI e/o IMU se dovuta e la domanda di accatastamento (se l'immobile non è ancora censito). Inoltre, a seconda del tipo di detrazione richiesta, occorrono specifiche documentazioni.
Per gli immobili oggetto di ristrutturazione occorrono:

  • abilitazioni amministrative dalle quali risulti la tipologia dei lavori effettuati e la data del loro inizio o, in assenza, autocertificazione che attesti la data di inizio e la detraibilità delle spese sostenute;
  • fatture di spesa;
  • bonifico bancario o postale (anche on line);
  • altra documentazione per le spese non pagabili con bonifico bancario;
  • dichiarazione dell'Amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi di legge e che certifichi la somma corrisposta dal condomino e la detrazione spettante (In assenza di Amministratore è necessario possedere copia di tutta la documentazione);
  • atto di cessione dell'immobile, se la detrazione viene mantenuta anche dopo la vendita;
  • copia della comunicazione inviata al Centro Operativo di Pescara per i lavori iniziati prima del 1° gennaio 2011 e copia della ricevuta postale della raccomandata con cui è stata inviata.


Per l'acquisto o la donazione di un immobile ristrutturato servono:

  • atto di acquisto o donazione;
  • copia della documentazione conservata da chi ha effettuato la spesa.

Per un immobile acquisito in eredità occorrono:

  • autocertificazione dalla quale risulti la detenzione materiale e diretta del bene;
  • autocertificazione con la quale si attesta la condizione di erede.

1) A chi spetta l'agevolazione?
Possono fruire dell'agevolazione tutti coloro che sono soggetti all'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno sul territorio dello Stato. Tra i potenziali beneficiari rientrano non solo i proprietari ma tutti coloro che hanno diritti reali sugli immobili oggetto di ristrutturazione.

2) Cosa fare per usufruire dell'agevolazione?
Il contribuente deve inviare una raccomandata con avviso di ricevimento alla ASL competente per territorio, contenente i seguenti dati:


• indicazione dell'ubicazione dei lavori da effettuare e del committente;

• indicazione della natura delle opere da realizzare;

• nominativo dell'impresa esecutrice delle opere;

• assunzione di responsabilità, da parte dell'impresa stessa, di aver adempiuto a tutti gli obblighi imposti dalla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e in materia di contribuzione del lavoro;

• data di inizio dei lavori.


L'invio della comunicazione non è sempre obbligatorio e non è necessario nel caso in cui sia stata già effettuata la notifica preliminare alla ASL ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008.

4) Come effettuare il bonifico bancario?
Per garantirsi l'accesso alla detrazione del 50% è fondamentale compilare in modo corretto il bonifico bancario, indicando:


• il nome, il cognome e il codice fiscale di chi effettua il bonifico per accedere alla detrazione; attenzione, è fondamentale che l’ordinante del bonifico sia la stessa persona a cui sono intestate le fatture che vengono pagate e che attestano l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione edilizia;

• il corretto riferimento normativo, che è l'articolo 16-bis del DPR 917/86 o la legge n. 449/1997 (per la detrazione 36%);

• il riferimento della fattura che viene pagata, in modo che risulti semplice l'abbinamento tra il bonifico e la fattura specifica;

• la partita IVA o il codice fiscale della ditta o società che ha eseguito i lavori o che ha ceduto il materiale utilizzato.


Ecco qui un esempio di causale: Per pagamento lavori di ristrutturazione edilizia (detrazione 50%) art. 16 bis DPR 22 dicembre 1986 n. 917, riferimento fattura n. 820 del 10.07.2013 della ditta MSC edilizia.

5) Quali dati indicare nella dichiarazione dei redditi?
Per ottenere la detrazione 50% occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificati dell'immobile soggetto a ristrutturazione.
Se i lavori sono stati eseguiti dal detentore, sarà necessario indicare gli estremi di registrazione dell'atto che ne certifica il titolo e tutti gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione 50%.

I lavori per i quali spetta l'agevolazione fiscale sono:


- lavori per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze

- lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali

- gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nell'articolo 3 del Dpr 380/2001 e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza

- gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune

- i lavori finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all'abitazione)

- gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992 (non sono agevolabili le spese per l'acquisto di telefoni a viva voce, schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse che invece godono della detrazione Irpef al 19%)

- gli interventi di bonifica dall'amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (non rientra in tal caso l'acquisto ad esempio di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas, mentre spetta in caso di sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante)

- interventi relativi all'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (sono agevolabili ad esempio le opere di rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici, mentre sono escluse le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all'effettuazione degli interventi di recupero edilizio)

Dal 1° gennaio del 2014 il rimborso irpef avviene in dieci anni per tutti i contribuenti, compresi quelli di età superiore a 75 anni.

La Finanziaria 2010 approvata dal Consiglio dei Ministri rende permanente l'Iva al 10%


Detrazioni Irpef: eliminato l'obbligo della comunicazione di inizio lavori al COP.

Per beneficiare della detrazione Irpef delle spese sostenute per lavori di recupero edilizio non si è più tenuti all'invio della comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara.
Ad abolire il fastidioso adempimento - che necessariamente doveva essere portato a termine prima dell'inizio lavori, pena la mancata fruizione dell'agevolazione fiscale - è il Decreto Sviluppo (D.Lgs. 13 maggio 2011, n.70) che ha reso la semplificazione subito operativa.

Il Decreto stabilisce, però, un nuovo ma più semplice adempimento: bisognerà indicare, nella dichiarazione dei redditi, i dati catastali identificativi dell'immobile o, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo. Inoltre si rimanda ad un apposito Provvedimento emanato dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate che chiarirà quali saranno i documenti da conservare ed esibire a cura del contribuente in caso di richiesta da parte degli uffici di controllo.

A rendere più snello l'iter burocratico che accompagna la detrazione del 50% vi è un'altra semplificazione di non poco conto: con l'abrogazione da parte del Decreto sviluppo del comma 19, art.1 della legge 244/2007 viene, infatti, eliminato l'obbligo di evidenziare in fattura il costo della manodopera relativa ai lavori, adempimento che era necessario per l'ottenimento della detrazione.

In sintesi: possono usufruire della detrazione tutti coloro che sono assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) ed al contempo risultano proprietari degli immobili oggetto di ristrutturazione o titolari di diritti reali sugli stessi. Si includono: il proprietario, l'affittuario e l'usufruttuario ma anche i loro familiari o conviventi purché si facciano carico delle spese.
 
 


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