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23 Ottobre 2017 - 22:38
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Prorogate le detrazioni fiscali per tutto il 2017

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Ma acquistarne una da ristrutturare è possibile e conviene:

«il differenziale di prezzo fra una casa da ristrutturare e una appena rifatta nello stesso palazzo varia tra il 14 e il 27 per cento».

Quanto recuperi

è una detrazione, quindi recuperi il 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017 per gli interventi di ristrutturazione edilizia entro un limite di spesa di 96.000 euro a immobile. La detrazione viene ripartita in 10 quote annue di pari importo.
A partire dal 1° gennaio 2018, invece, la detrazione è del 36% su una spesa massima di 48.000 euro.
Il principio base per stabilire l’anno di sostenimento della spesa è quello di cassa, quindi si segue la data del pagamento e non quella di fatturazione dei lavori.
Dove le indichi
Nel  quadro E, sezione III A e III B nei righi dall’E41 all’E53.

Documenti da conservare
In caso di controllo, occorre poter esibire le ricevute di pagamento di ICI e/o IMU se dovuta e la domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito). Inoltre, a seconda del tipo di detrazione richiesta, occorrono specifiche documentazioni.
Per gli immobili oggetto di ristrutturazione occorrono:
abilitazioni amministrative dalle quali risulti la tipologia dei lavori effettuati e la data del loro inizio o, in assenza, autocertificazione che attesti la data di inizio e la detraibilità delle spese sostenute;
fatture di spesa;
bonifico bancario o postale (anche on line);
altra documentazione per le spese non pagabili con bonifico bancario;
dichiarazione dell’Amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi di legge e che certifichi la somma corrisposta dal condomino e la detrazione spettante (In assenza di Amministratore è necessario possedere copia di tutta la documentazione);
atto di cessione dell’immobile, se la detrazione viene mantenuta anche dopo la vendita;
copia della comunicazione inviata al Centro Operativo di Pescara per i lavori iniziati prima del 1° gennaio 2011 e copia della ricevuta postale della raccomandata con cui è stata inviata.


Per l'acquisto o la donazione di un immobile ristrutturato servono: 
atto di acquisto o donazione;
copia della documentazione conservata da chi ha effettuato la spesa.
Per un immobile acquisito in eredità occorrono:
autocertificazione dalla quale risulti la detenzione materiale e diretta del bene;
autocertificazione con la quale si attesta la condizione di erede.

Prorogata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie. E’ prorogato fino al 31 dicembre 2017 anche il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% su una spesa massima di 10mila euro per l'acquisto di mobili.

Prorogato l’Ecobonus: novità per i condomini.

C’è la proroga fino al termine del 2017 del cosiddetto Ecobonus: detrazioni fiscali al 65% per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica degli edifici. La misura rimarrà valida fino al 2021 per quegli interventi che interesseranno le parti comuni degli edifici condominiali o tutte le unità del singolo condominio: in questo caso la detrazione può arrivare al 70% per i lavori sull’involucro dell’edificio e al 75% per i lavori finalizzati al miglioramento della prestazione energetica estiva ed invernale e che rispettano determinati standard; le detrazioni fiscali verranno calcolate su un importo massimo di 40.000 euro moltiplicato per ogni unità immobiliare che compone l’edificio. Per questi interventi è prevista la possibilità di cedere la detrazione ai fornitori che li hanno eseguiti, ma anche a soggetti privati, con possibilità di successive cessioni del credito (è esclusa la cessione ad intermediari finanziari o istituti di credito).
(Le informazioni contenute in questa sezione sono in corso di aggiornamento).


RECUPERO EDILIZIO
Detrazione Irpef del 50% per il recupero edilizio delle parti comuni condominiali, nel limite massimo di 96mila euro per unità immobiliare, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2017; dal 1° gennaio 2018, l'agevolazione dovrebbe continuare a operare nella misura ordinaria del 36%.

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA
Proroga della detrazione Irpef/Ires del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021, su parti comuni condominiali (o su tutte le unità che compongono il condominio). Inoltre, l'ambito applicativo del bonus viene esteso, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, a ulteriori tipologie di interventi agevolabili, quali: l'acquisto e la posa in opera di schermature solari, nel limite di detrazione di 60mila euro; l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di detrazione pari a 40mila euro.

MOBILI/ELETTRODOMESTICI
Proroga anche per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017, della detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici - compresi i grandi elettrodomestici dotati di etichetta energetica, di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) - destinati alle abitazioni ristrutturate (la portineria o altre parti comuni abitative), fino a un massimo di 10mila euro e indipendentemente dalle spese per opere di recupero o risparmio energetico.

1) A chi spetta l’agevolazione?
Possono fruire dell’agevolazione tutti coloro che sono soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), residenti o meno sul territorio dello Stato. Tra i potenziali beneficiari rientrano non solo i proprietari ma tutti coloro che hanno diritti reali sugli immobili oggetto di ristrutturazione.

2) Cosa fare per usufruire dell’agevolazione?
Il contribuente deve inviare una raccomandata con avviso di ricevimento alla ASL competente per territorio, contenente i seguenti dati:
• indicazione dell’ubicazione dei lavori da effettuare e del committente;
• indicazione della natura delle opere da realizzare;
• nominativo dell’impresa esecutrice delle opere;
• assunzione di responsabilità, da parte dell’impresa stessa, di aver adempiuto a tutti gli obblighi imposti dalla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e in materia di contribuzione del lavoro;
• data di inizio dei lavori.
L’invio della comunicazione non è sempre obbligatorio e non è necessario nel caso in cui sia stata già effettuata la notifica preliminare alla ASL ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008.

3) Quali documenti conservare?
Il contribuente dovrà possedere, ed eventualmente esibire su richiesta all’Amministrazione Finanziaria, i seguenti documenti:
• delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi su parti comuni di condomini;
• domanda di accatastamento se l’immobile oggetto della ristrutturazione non risulta ancora censito al catasto;
• ricevute di pagamento dell’IMU;
• abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili;
• dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile nel caso in cui i lavori siano eseguiti dal detentore, e questi non sia un familiare convivente del possessore;
• comunicazione all’ASL competente per territorio di inizio lavori;
• fatture o altra documentazione fiscale idonea comprovanti il sostenimento delle spese;
• ricevute dei bonifici di pagamento.

4) Come effettuare il bonifico bancario?
Per garantirsi l’accesso alla detrazione del 50% è fondamentale compilare in modo corretto il bonifico bancario, indicando:
• il nome, il cognome e il codice fiscale di chi effettua il bonifico per accedere alla detrazione; attenzione, è fondamentale che l’ordinante del bonifico sia la stessa persona a cui sono intestate le fatture che vengono pagate e che attestano l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione edilizia;
• il corretto riferimento normativo, che è l’articolo 16-bis del DPR 917/86 o la legge n. 449/1997 (per la detrazione 36%);
• il riferimento della fattura che viene pagata, in modo che risulti semplice l’abbinamento tra il bonifico e la fattura specifica;
• la partita IVA o il codice fiscale della ditta o società che ha eseguito i lavori o che ha ceduto il materiale utilizzato.
Ecco qui un esempio di causale: Per pagamento lavori di ristrutturazione edilizia (detrazione 50%) art. 16 bis DPR 22 dicembre 1986 n. 917, riferimento fattura n. 820 del 10.07.2013 della ditta MSC edilizia.

5) Quali dati indicare nella dichiarazione dei redditi?
Per ottenere la detrazione 50% occorre indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificati dell’immobile soggetto a ristrutturazione.
Se i lavori sono stati eseguiti dal detentore, sarà necessario indicare gli estremi di registrazione dell’atto che ne certifica il titolo e tutti gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione 50%.

I lavori per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:
- lavori per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze,

- lavori di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali,

- gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nell’articolo 3 del Dpr 380/2001 e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza,

- gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune,

- i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione),

- gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992 (non sono agevolabili le spese per l’acquisto di telefoni a viva voce, schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse che invece godono della detrazione Irpef al 19%),

- gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici (non rientra in tal caso l’acquisto ad esempio di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas, mentre spetta in caso di sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante),

- interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi ( sono agevolabili ad esempio le opere di rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici, mentre sono escluse le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Dal 1° gennaio del 2014 il rimborso irpef avviene in dieci anni per tutti i contribuenti, compresi quelli di età superiore a 75 anni.

La Finanziaria 2010 approvata dal Consiglio dei Ministri rende permanente l'Iva al 10%


Detrazioni Irpef: eliminato l'obbligo della comunicazione di inizio lavori al COP .Per beneficiare della detrazione Irpef delle spese sostenute per lavori di recupero edilizio non si è più tenuti all'invio della comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara.
Ad abolire il fastidioso adempimento - che necessariamente doveva essere portato a termine prima dell'inizio lavori, pena la mancata fruizione dell'agevolazione fiscale - è il Decreto Sviluppo (D.Lgs. 13 maggio 2011, n.70) che ha reso la semplificazione subito operativa.

Il Decreto stabilisce, però, un nuovo ma più semplice adempimento: bisognerà indicare, nella dichiarazione dei redditi, i dati catastali identificativi dell'immobile o, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell'atto che ne costituisce titolo. Inoltre si rimanda ad un apposito Provvedimento emanato dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate che chiarirà quali saranno i documenti da conservare ed esibire a cura del contribuente in caso di richiesta da parte degli uffici di controllo.

A rendere più snello l'iter burocratico che accompagna la detrazione del 50% vi è un'altra semplificazione di non poco conto: con l'abrogazione da parte del Decreto sviluppo del comma 19, art.1 della legge 244/2007 viene, infatti, eliminato l'obbligo di evidenziare in fattura il costo della manodopera relativa ai lavori, adempimento che era necessario per l'ottenimento della detrazione.

In sintesi: possono usufruire della detrazione tutti coloro che sono assoggettati all'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) ed al contempo risultano proprietari degli immobili oggetto di ristrutturazione o titolari di diritti reali sugli stessi. Si includono: il proprietario, l'affittuario e l'usufruttuario ma anche i loro familiari o conviventi purché si facciano carico delle spese.

Resta invece permanente l’Iva ridotta al 10% sui lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio.

Prestazioni agevolabili
La circolare delle finanze n. 71/E del 7 aprile 2000, chiarisce che l'Iva agevolata non può applicarsi: alle prestazioni professionali, anche se inerenti agli interventi di recupero edilizio (per esempio la fattura del direttore dei lavori);

L'aliquota agevolata del 10% vale anche per l'acquisto di materiali e di altri beni necessari per i lavori, a condizione che:

· i materiali non vengano forniti da un soggetto diverso di quello che esegue i lavori. Quindi non si può acquistarli direttamente;

· che i materiali non costituiscano "beni significativi" il cui costo superi il 50% del costo dell'intervento edile. In tal caso l'Iva agevolata si applica solo parzialmente.

Beni significativi
Sono:

1. ascensori e montacarichi;
2. infissi esterni ed interni;
3. caldaie;
4. videocitofoni;
5. apparecchiature di condizionamento e riciclo dell'aria;
6. sanitari e rubinetterie da bagno;
7. impianti di sicurezza.

Fatturazione e beni significativi
L'esclusione dei beni significativi non sembra però granché importante, perché è assai raro che il costo di infissi, rubinetti, eccetera, superi la metà della fattura. Tuttavia vale la pena dare un esempio di un caso specifico in cui l'importo dei materiali può essere particolarmente elevato: quello della sostituzione di un ascensore in condominio. Ma lo stesso esempio potrebbe valere anche in altri casi, per esempio quello in cui si rimpiazza una vecchia caldaia con una nuova,senza eseguire lavori particolari.

Ecco il meccanismo di calcolo


1. Si sottrae dal totale della fattura, il valore dei beni significativi

2. Si sottrae dal valore dei beni significativi il risultato della sottrazione riportato sopra

3. Sul risultato finale si applica l'aliquota Iva del 20 %

4. Sul resto della fattura si applica l'aliquota Iva del 10%

Un esempio: (installazione di un ascensore in un condominio).

Fattura totale: 30 mila euro. Costo dell'ascensore e dei suoi componenti: 19 mila euro.

30 mila euro (totale fattura) – 19 mila euro (costo ascensore) = 11 mila euro

19 mila euro (costo ascensore) – 11 mila euro = 8 mila euro.

In base all’allegato III della Direttiva il regime agevolato subisce delle limitazioni. Sono infatti esclusi i materiali che costituiscono parte significativa del valore del servizio reso. L’aliquota ridotta si applicherà quindi fino a concorrenza del valore complessivo della prestazione al netto del valore dei beni. In fattura il contribuente dovrà indicare il corrispettivo del servizio al netto del valore dei beni e, in modo distinto, la parte di valore dei beni per cui si può applicare l’aliquota ridotta, oltre alla parte che rimane eventualmente soggetta all’Iva al 20%.

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La richiesta principale che ci viene fatta è migliorare il comfort ottimizzando l’uso degli spazi interni, con particolare attenzione all’uso di tecnologia, materiali di qualità, cura dell’illuminazione interna, uso di prodotti ecologici.

Nel caso di interventi di manutenzione straordinaria compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici lo strumento normativo è la CILA (Art. 6 comma 1 lettera a del T.U 380/01) che a differenza della DIA, con cui non era possibile iniziare i lavori prima di 30 giorni, permette di iniziare immediatamente. Per ottimizzare tempi e costi è fondamentale che il Committente si affidi a un Tecnico di fiducia che può dare un contributo al risultato sia in termini d’incidenza dei costi, sia sull’effettivo valore finale dell’opera.
Le fasi da seguire sono le seguenti:

1. SCELTA DEL TECNICO DI FIDUCIA. È opportuno che il committente assuma preliminarmente informazioni sulle opere già eseguite dal tecnico (architetto/ingegnere/geometra), sia per verificare se le stesse corrispondono alle sue attese, sia per controllarne la qualità dei risultati.

2. PROGETTO PRELIMINARE. Coinvolgere il tecnico per la redazione del progetto preliminare che risponda alle proprie necessità, spiegando molto accuratamente quali sono le esigenze, sulla base delle quali intende modificare la propria casa e indicare preliminarmente l’importo massimo che si vuole sostenere. Questa è una fase cruciale, in quanto scelte chiare e condivise possono ridurre al minimo imprevisti e ritardi nell’esecuzione dei lavori. Compito del Committente è di fornire documentazione dell’appartamento: planimetria e visura catastale, atto di compravendita, concessione edilizia e certificato di abitabilità che attestino la legittimità della preesistenza. Compito del tecnico è verificare lo stato dei luoghi, eseguire un rilievo accurato e proporre un progetto.

3. PROGETTO ESECUTIVO. Una volta che il progetto preliminare è stato approvato dal committente, si passa alla redazione del progetto esecutivo: piante, sezioni, computo metrico estimativo, capitolato d’appalto (descrizione dettagliata delle opere), e contratto con indicazione dei costi, tempi di esecuzione e pagamenti (SAL Stati di avanzamento lavori). Contemporaneamente il committente dovrebbe operare con l’ausilio del tecnico una scelta dei materiali di finitura da ordinare per l’esecuzione dei lavori.

4. OFFERTA DELLE IMPRESE. Fornire il progetto esecutivo con computo metrico elle imprese esecutrici (almeno 2/3) al fine di ottenere la migliore offerta. È importante scegliere imprese affidabili che abbiano esperienze documentate in ristrutturazioni di interni. L’ideale è che le buste con le offerte siano consegnate direttamente al cliente-committente, e aperte tutte insieme. Normalmente nelle offerte vengono escluse le forniture di pavimenti, rivestimenti, sanitari, rubinetterie, arredi ecc. che restano a carico del committente. I costi totali si ottengono dalla somma delle offerte più quella delle forniture. Normalmente queste tre fasi richiedono dai 30-45 giorni.

5. Presentazione della CILA/o altro in base ai lavori da fare presso gli uffici tecnici del Comune. I documenti da consegnare sono:
– comunicazione firmata dal proprietario e dal progettista;
– relazione tecnica asseverata del tecnico abilitato;
– elaborati di progetto con ante / inter / post-operam;
– dati dell’impresa e DURC (documento unico di regolarità contributiva). Nel caso di affidamento dei lavori a più imprese sarà necessario redigere un PSC ai sensi del D.Lgs. 81/2008, nominando un Coordinatore per la Sicurezza.

6. AGEVOLAZIONI FISCALI. con la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell'11 dicembre 2016) è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie. E’ prorogato fino al 31 dicembre 2017 anche il Bonus Mobili, cioè la detrazione del 50% su una spesa massima di 10mila euro per l'acquisto di mobili. E' stata inoltre introdotta, per il periodo compreso tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021, una detrazione d'imposta del 50% per le spese sostenute per l'adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1,2 e 3).
Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.
La detrazione è, invece, pari al 65% delle spese effettuate, dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016, per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità.
Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

7. RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA. con la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 11 dicembre 2016) è stata prorogate fino al 31 dicembre 2017 la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico.
L'agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef o dall'Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
In particolare, la detrazione, che è pari al 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, è riconosciuta se le spese sono state sostenute per:
la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi)
l'installazione di pannelli solari la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

8. ESECUZIONE DEI LAVORI. Un progetto esecutivo completo permette di ridurre al minimo il ricorso a Varianti in corso d’opera. Compito della direzione dei lavori è di controllare l’esecuzione dell’opera in base al progetto approvato dagli organi competenti e al progetto esecutivo, salvaguardando, nell’interesse del Committente, la migliore qualità delle opere, nel rispetto dei costi e dei tempi dell’esecuzione.

9. FINE LAVORI. Una volta che i lavori sono terminati il tecnico presenterà accatastamento con Variazione catastale (DOCFA) presso l’Agenzia del Territorio e la Comunicazione di Fine Lavori presso gli uffici tecnici del Comune, certificando la conformità al progetto presentato (e/o alle varianti). Nel caso di interventi che modificano la prestazione energetica dell’appartamento, bisognerà aggiornare l’attestato di certificazione energetica (APE) decreto legge 63/2013. L’impresa rilascerà al Committente la dichiarazione di conformit à che attesta la messa in regola e/o la conformità degli impianti elettrici, idraulici e termici rispetto alla normativa vigente.

10.ERRORI DA EVITARE. Alcuni committenti commettono l’errore di non dare sufficienti informazioni, tendono a condizionare su soluzioni, forme e stili che preferiscono, impedendo all’architetto d’esprimere appieno la sua competenza. Viceversa non aver condiviso e compreso appieno le proposte progettuali può produrre continui ripensamenti e ritardi nell’esecuzione dei lavori. Altro errore da evitare è scegliere l’impresa sulla base della convenienza del prezzo offerto, senza una accurata informazione e documentazione sulle sue capacità esecutive e organizzative, sull’esito delle opere dalla medesima in precedenza realizzate.










































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Progettazione architettonica e d'arredamento, accurata e personalizzata.
Progettazione Strutturale
CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata)
SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività )
PDC (Permesso di costruire)
ACE (Attestato di certificazione energetica)
ENEA (Efficienza Energetica - detr. fiscali 65%)
Schede catastali, pratiche “Piano casa” legate allo sviluppo volumetrico del 20% degli edifici esistenti e tutti gli altri benefici e vantaggi che questo e altri strumenti legislativi consentono di ottenere, in materia edilizia.

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PROGETTAZIONE D’INTERNI O D’ESTERNI.
La progettazione è una disciplina che ha lo scopo definire lo spazio in modo funzionale modellandolo in funzione dell’esigenze del diretto interessato, attraverso lo studio di vari parametri tecnici e pratici.

Sulla base di questi parametri l'architetto o il progettista potrà lavorare alla suddivisione degli spazi, esaltando le visuali e la personalizzazione dei locali rendendoli unici basandosi sulle esigenze di ogni cliente, sino al raggiungimento della giusta armonia tra forma e funzionalità.

COS'E' LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA?
Il Certificato Energetico o Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è un documento prodotto per mezzo di una opportuna procedura di calcolo, che descrive sinteticamente le caratteristiche energetiche del sistema edificio-impianto. Esprime quanto l'immobile consuma del punto di vista energetico (l’efficienza energetica dell’immobile), sia esso un appartamento o un intero edificio. Lo scopo è quello di fornire all'utente un ulteriore parametro qualitativo quando si presenta la necessità di acquistare o affittare un immobile.

Agevolazioni fiscali & Iva 10%Possibilità di detrarre dall'IRPEF una quota pari al 50% delle spese sostenute per la ristrutturazione di case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.
Il beneficio spetta fino al limite massimo di 96.000 euro di spesa. L'importo massimo di spesa per cui è possibile fruire dell'agevolazione IRPEF va riferito alla singola unità immobiliare e non più ad ogni persona fisica che abbia sostenuto le spese. Ciò significa che tale ammontare andrà suddiviso tra tutti i soggetti aventi diritto alla detrazione. Nel caso in cui gli interventi di recupero del patrimonio edilizio consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati negli anni precedenti, ai fini del computo del limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione, si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni.
La detrazione deve essere ripartita in 10 anni, con rate di pari importo. I contribuenti di età non inferiore a 75 e 80 anni possono ripartire la detrazione rispettivamente in cinque o tre rate annuali di pari importo.
Trattandosi di una detrazione d'imposta e non di un rimborso, il contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell'imposta dovuta per l'anno in questione.
Nel caso di interventi di ristrutturazione edilizia realizzati che possano rientrare anche nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico, il contribuente potrà fruire per le medesime spese, soltanto dell'uno o dell'altro beneficio fiscale, rispettando gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuno di essi.

Chi può fruire dell'agevolazione?

I soggetti che possono fruire dell' agevolazione sono le persone fisiche proprietari di immobili o titolari di diritti reali sugli immobili oggetto degli interventi che sostengono le relative spese, ossia:

• soci di cooperative non a proprietà indivisa, assegnatari di alloggi anche se non ancora titolari di mutuo individuale, sono considerati possessori;

• soci di cooperative a proprietà indivisa, assegnatari di alloggi, sono considerati detentori;

• imprenditori individuali, anche agricoli; possono essere sia possessori che detentori. L'immobile non deve essere né bene strumentale per l'esercizio dell'impresa né bene merce;

• soci di società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice, soggetti equiparati ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. n. 917/1986, imprese familiari. Il criterio di riparto delle spese è dato dalla stessa quota di partecipazione alla società;

• il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici siano a suo nome.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell'immobile oggetto dell'intervento purchè sostenga le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati e purchè la condizione di convivente o comodatario sussista al momento della comunicazione di inizio lavori. Ai sensi dell'art. 5 del Tuir sono familiari il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo. In caso di trasferimento della titolarità dell'immobile sul quale sono stati effettuati interventi di ristrutturazione anche la detrazione residua viene trasferita al nuovo titolare.

Quali gli interventi di ristrutturazione agevolabili?

Sono agevolabili gli interventi elencati nell'art. 3 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia" (precedentemente individuate dall'art. 31 lett. a), b), c) e d) della Legge 5 agosto 1978, n. 457). Si tratta di:

• interventi di manutenzione straordinaria,

• interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni di edifici residenziali,

• spese di restauro e risanamento conservativo,

• altre spese di ristrutturazione (quali ad esempio quelle finalizzate alla sicurezza statica ed antisismica).

Possono avvalersi della detrazione anche gli acquirenti di box e posti auto pertinenziali già realizzati. In tal caso, però, la detrazione spetta limitatamente alle spese sostenute per la realizzazione semprechè le stesse risultino comprovate da apposita attestazione rilasciata dal venditore.
Documentazione necessaria per poter usufruire delle detrazioni
Per poter fruire della detrazione è necessario aver trasmesso la comunicazione preventiva al Centro Operativo di Pescara. I pagamenti relativi alle spese sostenute devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è stato effettuato. Occorre inoltre predisporre la seguente documentazione: in caso di edifici residenziali, copia della delibera assembleare e della tabella millesimale relativa alla ripartizione delle spese, la dichiarazione di consenso all'esecuzione dei lavori da parte del possessore in caso di lavori eseguiti dal detentore se diverso dal coniuge, figli e genitori conviventi, l'attestato di esecuzione dei lavori sottoscritto dal soggetto abilitato in caso di lavori superiori a 51.646 euro, la comunicazione di inizio lavori alla ASL.
Il contribuente ha inoltre l'obbligo di conservare ed eventualmente esibire agli organi incaricati del controllo tutte le fatture, nelle quali peraltro il costo della manodopera dev'essere evidenziato pena la decadenza dell'agevolazione, la ricevuta dei bonifici bancari ed ogni altra documentazione inerente l'operazione.

Quando decade il diritto alla detrazione

Il contribuente perde il diritto alla detrazione nei seguenti casi:

• la comunicazione al Centro Operativo viene spedita dopo la dichiarazione di inizio lavori;

• nella comunicazione non sono stati inseriti i dati catastali dell'immobile o gli estremi della domanda di accatastamento;

• per gli edifici residenziali, manca l'allegazione della copia della delibera assembleare e della tabella millesimale relativa alla ripartizione delle spese;

• mancata esibizione della dichiarazione di consenso all'esecuzione dei lavori da parte del possessore, in caso di lavori eseguiti dal detentore se diverso dal coniuge, figli e genitori conviventi;

• mancata trasmissione di esecuzione lavori sottoscritta dal soggetto abilitato in caso di lavori superiori a 51.646 euro;

• mancata comunicazione di inizio lavori alla ASL;

• mancata conservazione di documenti da parte del contribuente;

• pagamento effettuato con modalità diverse dal bonifico;

• esecuzione di opere differenti da quelle comunicate;

• violazione delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro e delle norme in materia di obbligazioni contributive (responsabilità dell'impresa esecutrice delle opere).

La detrazione IRPEF per gli acquirenti e gli assegnatari di immobili ristrutturati
Il comma 17 dell'art. 1 della Legge Finanziaria 2008 ha reintrodotto la detrazione del 36% per gli acquirenti e gli assegnatari di immobili residenziali ristrutturati. Il beneficio non è riconosciuto all'impresa o alla cooperativa edilizia che effettua materialmente l'intervento di recupero, ma all'acquirente o assegnatario dell'abitazione ristrutturata, che materialmente paga il costo di ristrutturazione nel prezzo.

La Finanziaria 2008 ha prorogato l'agevolazione per gli interventi eseguiti fino al 31 dicembre 2010 effettuati da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedano alla successiva alienazione o assegnazione dell'immobile entro il 30 giugno 2011.

L'agevolazione consiste nella possibilità di detrarre il 50% del costo sostenuto per la realizzazione degli interventi di recupero edilizio indicati alle lett. c) e d) dell'art. 3 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia" ovvero di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia. Il costo sostenuto per tali interventi è presuntivamente determinato nella misura forfetaria del 25 per cento del prezzo (Iva inclusa) dell'unità immobiliare risultante nell'atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro il limite massimo di 96.000 euro per immobile. Le pertinenze, come precisato al paragrafo 1.3 della Circolare 10 giugno 2004, n. 24/E, rientrano nel beneficio solo se vengono acquistate contestualmente all'abitazione e vengono qualificate come tali nell'atto di acquisto. In tal caso, il limite di spesa ammesso alla detrazione è di 48.000 euro complessivo.
La detrazione dev'essere utilizzata nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui è stato stipulato l'atto di acquisto o ricevuta l'assegnazione dell'abitazione. Nel caso invece in cui siano già stati pagati acconti, in presenza di un contratto preliminare di compravendita registrato dal quale risulti il prezzo di vendita dell'immobile, le detrazioni possono essere utilizzate nelle dichiarazioni dei redditi relative agli anni in cui sono stati pagati i singoli acconti (C.f.r. Circolare 10 giugno 2004, n. 24/E, par. 1.7).
In caso di successiva vendita dell'immobile ristrutturato, le detrazioni residue, non ancora utilizzate dal precedente avente diritto, si trasferiscono all'acquirente. Allo stesso modo le detrazioni si trasferiscono agli eredi.
La detrazione devono essere utilizzate in dieci rate uguali e costanti. Anche in questo caso, il numero delle rate può essere ridotto a cinque o a tre, rispettivamente al compimento dei settantacinque e degli ottanta anni.
Per fruire di questa particolare agevolazione non sono necessari né la trasmissione del modulo di comunicazione al Centro Operativo di Pescara né l'effettuazione dei pagamenti mediante bonifico (Art. 1-bis D.I. 18 febbraio 1998, n. 41), questo perché i dati necessari all'utilizzo della detrazione sono riportati nel contratto di acquisto.

IVA agevolata al 10%

Il comma 18 dell'art. 1 della Legge Finanziaria 2008 proroga sino al 31 dicembre 2010, nella misura e alle condizioni ivi previste, l'agevolazione tributaria in materia di recupero del patrimonio edilizio relativa alle prestazioni di cui all'art. 7, comma 1, lett. b) della Legge 23 dicembre 1999, n. 488. Tale agevolazione consiste nell'applicazione dell'aliquota IVA ridotta al 10% sulle prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio elencati nell'art. 3 del Testo delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo), realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. Si ricorda che ai sensi dell'art. 127-quaterdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. 633/1972, l'aliquota agevolata al 10 per cento si applica ai contratti d'appalto relativi ad interventi di restauro e di ristrutturazione, a prescindere dalla tipologia degli edifici, e alle cessione di prodotti finiti destinati a questi interventi (art. 127-terdecies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972).

– Aliquota Iva applicabile agli interventi di recupero edilizio-

Restauri e ristrutturazioni di qualsiasi tipo di edificio
Aliquota IVA 10%

Manutenzione ordinaria e straordinaria su abitazioni
Aliquota IVA 10%

Manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici diversi da abitazioni
Aliquota IVA 20%

Cessione di beni con posa in opera
Aliquota IVA 20%

Tale agevolazione è riferita alle prestazioni di manodopera. Se la prestazione è riferita all'installazione di un bene significativo che può essere fatturato con l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta del 10% fino a concorrenza del valore della manodopera. Ciò significa che allorquando il valore residuale del bene eccede il valore della manodopera, la differenza di valore deve essere assoggettata all'aliquota IVA del 20 per cento.

Esempio

Valore totale dell'intervento: 1.000 euro
Valore del bene significativo: 800 euro

La differenza tra il valore totale dell'intervento (1.000) e il valore del bene significativo (800) è 200 euro. Ciò significa che 200 euro è il prezzo relativo alla prestazione su cui va applicata l'IVA al 10 per cento.

Il valore del bene 800 euro dovrà invece scontare aliquote diverse, infatti:
• sulla parte del valore del bene fino a concorrenza del valore della prestazione, 200 euro, va applicata l'aliquota del 10%;

• sulla parte del valore del bene eccedente il valore della prestazione (800-200) 600 euro, va applicata l'aliquota del 20%.

La proroga dell'aliquota agevolata al 10% si è potuta concedere grazie all'intervento del Consiglio dell'Unione Europea che con direttiva 14 febbraio 2006, n. 2006/18/CE ha prorogato sino al 2010 l'applicazione delle aliquote IVA ridotte La Legge Finanziaria 2008 non ha subordinato l'applicazione dell'Iva agevolata alla condizione dell'esposizione in fattura del costo della manodopera, condizione, invece, che resta necessaria per il riconoscimento della detrazione del 36%.

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